Quel mazzolin di vitamine che vien dal vegetale…

Nella mia esperienza di medico e dietologo, mi scontro spesso con le abitudini alimentari dei miei pazienti, radicate nella loro mente (e nel giro vita) da anni e anni di errori alimentari, volontari o meno… ma uno dei più gravi errori che vedo fare è quello di sottovalutare la necessità di vitamine contenute e usufruibili dagli alimenti… spesso invece mi ritrovo davanti persone che pur di non ingerire le vitamine di cui hanno bisogno attraverso il sistema più semplice ed economico esistente – alimentazione equilibrata e adeguata alle richieste – sfoggiano pillolari colmi di ogni sorta di integratore nella speranza che questi migliorino la loro salute, nonostante le abbuffate di canederli con burro fuso e rosti di patate con speck arrostito . Il potere dell’integratore rispetto a una alimentazione adeguata ed equilibrata è altamente sopravvalutato, difatti è NULLO se poi il contesto in cui l’integratore lavora è fatto di abbuffate, fumo, aperitivi, sedentarietà e stress…
L’AIFA e il Ministero della Salute definiscono gli integratori come “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una forma concentrata di sostanze nutritive …. , aventi un effetto nutritivo o fisiologico…In forme predosate”, e non parla di effetti migliorativi sulla salute. Sulle confezioni inoltre viene largamente utilizzata la dicitura “da consumarsi in caso di aumentata necessità”.
La pubblicità presenta gli integratori come migliorativi della salute. In realtà, con una dieta equilibrata, ricca di alimenti vegetali ( parliamo non solo di verdura e frutta ma anche di cereali, semi e noci, legumi e tuberi), potremmo ottenere in modo economico e molto più efficace gli ‘integratori’ per il nostro funzionamento ottimale.
Verdure e frutta, oltre a migliorare l’aspetto dei piatti che accompagnano come contorno, grazie ai loro colori sgargianti ed invitanti, sono fonti di vitamine del gruppo A,C,E (antiossidanti naturali) e di microelementi fondamentali (zinco, magnesio, fosforo, selenio e manganese) ; alcune contengono anche alcuni proteine del gruppo B (in particolare acido folico, essenziale in gravidanza) e vitamina K (fondamentale nei processi di coagulazione del sangue).
I legumi sono fonte di proteine, carboidrati complessi , microelementi ( tra cui ferro, magnesio, manganese e calcio) e vitamine del gruppo B (acido folico in primis) e in minor misura gli altri gruppi.
I tuberi (patate, topinambur) contengono selenio, vitamina C e vitamine del gruppo B, mentre i cereali (maggiormente quelli integrali rispetto ai raffinati) contengono oltre a una buona quantità di proteine (e aminoacidi essenziali), vitamine del gruppo B (tra cui biotina, acido folico) e vitamina E e abbondanti micronutrienti essenziali come zinco, ferro, selenio, magnesio, manganese e calcio.
I semi e le noci, così come gli oli estratti a freddo da questi alimenti, sono fonte ineguagliabile di acidi grassi essenziali (omega 3, 6 e derivati),micronutrienti (calcio, ferro, zinco, magnesio e manganese) e di alcune vitamine (A, gruppo B e C).
L’apporto di tutti questi alimenti, correttamente combinati e con le giuste dosi e cadenza settimanale, garantisce l’apporto di vitamine e micronutrienti essenziali (e soprattutto l’assorbimento dei micronutrienti essenziali) senza necessità di integrazioni esterne. Ciò che è necessario quindi spesso, anche per migliorare il budget familiare è una lista della spesa organizzata, una dieta varia ed equilibrata e le giuste conoscenze.
Solo la vitamina D e la vitamina B12 sono poco integrate, e devono essere ingerite in casi particolari , che scoprirete il mese prossimo!
Dal Magazine Meloleggo aprile 2017 – Articolo di Dott.ssa Folloni Stefania Medico Chirurgo Esperto in Nutrizione

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