Vivere il mare e la montagna con un neonato… si può, con attenzione!

Quando ero bambina la regola della nonna era : si va una settimana al mare e una settimana (meglio due) in montagna per riprendersi dal grigiume padano. Negli anni è rimasta nella mia ‘cultura’ l’idea di bontà del mare e della montagna per i bambini… ma da quando mi sono laureata cerco di dare il giusto peso ‘scientifico’ a ciò che faccio o dico, a maggior ragione per ciò che riguarda le mie figlie. Così, spulciando Pubmed, Medline e siti di grandi gruppi di ricerca posso spiegarvi perché è salutare e sicuro portare un neonato al mare o in montagna.

Il neonato al mare…

Considerato quanti litri di fisiologica (alias ‘acqua salata’) inalano i bambini annualmente tramite l’aerosol (abusato e senza evidenze scientifiche in termini di prevenzione), ho sempre pensato che il mare potesse sì far bene, ma avrebbe scatenato l’apocalisse dei ‘muchi verdi’ nelle mie figlie. D’altronde accade anche a me: dal giorno 2 al giorno x di mare starnuto e libero ogni cavità cranica dai muchi rimasti bloccati da mesi di inverno montanaro. Ecco, c’è una evidenza scientifica in questo, effettivamente l’aerosol ‘salino’ ipertonico è un  ‘vero’ aerosol, eseguito 24 ore su 24, che tende ad umettare le vie respiratorie e a liberarle, portando a una riduzione delle sovrainfezionibatteriche nei seni paranasali e una superficie respiratoria più libera, ‘respirante’ e attiva (come immunità) difficile da attaccare per i virus.

Per quanto riguarda lo iodio, fa bene, stimola il metabolismo e l’attività metabolica ormonale di tutto il corpo pertanto è sicuramente un toccasana nei bambini, e negli adulti. Lo iodio inoltre stimola le immunità di superficie e protegge da eventuali infezioni virali sia a livello respiratorio che intestinale.

Ma un neonato al mare???? Che si fa??? si può portare? La risposta è ovviamente si, ma con le dovute accortezze… un neonato non è un piccolo adulto, piange per tanti motivi e ovviamente sta a noi capire perchè piange in quel momento… e al mare di motivi ne ha più che uno!!! A cosa prestare attenzione:

  • Disidratazione: i neonati respirano velocemente, hanno una superficie corporea ristretta e devono imparare a termoregolarsi, quindi tendono a perdere molti liquidi e calore attraverso sia il respiro che la pelle, rischiando così la disidratazione, che può avvenire anche velocemente. Proporre spesso il seno o la formula o in bambini più grandi frutta, verdura e acqua aiuterà a riequilibrare i liquidi corporei.
  • Sole e Caldo: il sole fa bene ai bambini perché permette lo sviluppo di vit. D, milgiora la risposta ormonale al ritmo sonno veglia e migliora il metabolismo osseo, oltre che migliorare l’immunità ‘secretoria’, pertanto i bambini devono stare all’aperto,ma con le dovute protezioni: un neonato non dovrebbe esporsi direttamente al sole, se non coperto adeguatamente (vestiti leggeri e chiari e un bel cappello a tesa larga), crema solare con filtri fisici (meglio che quelli chimici) sulle parti esposte (viso/mani/piedini) ed uscire nelle ore più fresche e ‘sicure’ evitando quindi di esporlo tra 10 e le 16.Attenzione a tenere i neonati nelle carrozzine o passeggini e coprirle con teli o altro perché può andare in ipertermia, meglio tenerlo su un telo mare all’aria aperta o in un lenzuolo rivoltato sulla sabbia sotto l’ombrellone (vestito o protetto da creme solari)
  • Bagni al mare: spessole piscine hanno aree ‘protette’ con temperature accettabili per il neonato, ma la temperatura del mare non è controllabile, perciò se l’acqua è fredda per noi, lo sarà anche per lui, se non di più. Il neonato dovrebbe stare in ‘ammollo’ per pochi minuti alla volta, essere lavato bene e asciugato bene, per non lasciare residui di salsedine e ‘sporco’ (presente anche nei nostri mari) e porre particolare attenzione a che non beva l’acqua del mare.
  • Sabbia: Fare attenzione che non mangi la sabbia e che non si ustioni con la sabbia troppo calda (tenerlo sul lettino sul telo mare)
  • Insetti: In certi luoghi di mare, gli insetti sono particolarmente fastidiosi, quindi proteggere i bambini si sera con repellenti naturali (non fargli il bagno però)e con zanzariere o vestiario chiaro, mettendo pochi profumi perché attirano gli insetti. Se vengono punti un po di arnica o calendula ridurrà il prurito e il gonfiore, e renderà ‘sopportabile’ la punturina

Il neonato in montagna…

Sia chiaro, la montagna fa bene, ma andare in alta montagna con un non è sempreconsigliabile. Prima di tutto dipende dal vostro neonato: è nato a termine?ha avuto o ha  problemi respiratori? Ha qualche malattia polmonare o cardiaca per cui tende alla cianosi (poco ossigeno nel sangue)?

Le domande dovete farvele prima di prenotare, ed eventualmente fatevi consigliare dal pediatra poiché sopra i 2000 mt un bambino con problemi respiratori o cardiaci potrebbe avere un malessere importante e sentirsi male in altitudine.

Dipende da che altitudine partite, e a che altitudine dovete andare. Il rischio andando in montagna è il ‘mal di montagna’ che può colpire a qualsiasi età, ma in particolar modo bambini che vengono portati repentinamente a quote sopra i 1600 mt (es. cabinovia, macchina, funivia etc).

Quali sono le accortezze per un neonato in montagna:

  • Vestiario : a strati, è importante tenere caldo il vostro bambino, quindi meglio vestirlo a strati facilmente modificabili, poichè in montagna spesso le temperature possono cambiare in brevissimotempo; altra cosa importante e non stendere i bambini
  • Sole: proteggerlo dall’esposizione (che sia inverno o estate), poiché man mano che si sale di altitudine i raggi solari sono più forti. Prima dei 6 mesi sarebbe consigliabile evitare l’esposizione solare diretta, mettere vestiti coprenti e cappellino SEMPRE anche in inverno
  • Programmare per neonati sotto i 3 mesi di vita un viaggio lento con molte fermate per permettere ai polmoni di abituarsi e tollerare il cambio di quota
  • Idratazione: l’aria è più buona, più secca e più rarefatta, e il neonato deve respirare più frequentemente quindi avrà quella che viene chiamata perpiratioinsensibilisaccellerata, perdendo molti più liquidi che a altitudini minori, Il consiglio è quello di proporre più spesso il seno o la formula o acqua in base all’età del neonato.
  • Riconoscere il’mal di montagna’ anche nel neonato:

Per entrambi i luoghi di vacanza sarà utile informarsi prima sulla disponibilità di un servizio medico pediatrico in loco, che possa far fronte anche a piccole necessità ed emergenze.

Buon viaggio.

Scrivi il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.