Posso mangiarlo? Dipende….

E’ nota l’associazione di certi alimenti con alcune patologie, ma spesso si dimentica che alcuni alimenti possono interagire con i farmaci assunti per via orale, sia perché il farmaco modifica l’assorbimento dell’alimento o più spesso, perché l’alimento può ‘disturbare’ l’assorbimento e il metabolismo di un farmaco.
IL principale responsabile delle interazioni tra farmaci è il Citocromo P450: tutti gli alimenti che interagiscono con questo enzima, che in realtà serve come ‘detossificante’, possono aumentare o diminuire la quantità di farmaco in circolo (biodisponibilità) e provocare effetti collaterali o vanificarne l’effetto; il maggiore alimento che interagisce con il citocromo è il succo di pompelmo, che inattiva e inibisce questo enzima, potenziando gli effetti collaterali dei farmaci; l’effetto dura fino a 2-3 giorni dopo l’assunzione, quindi non basta assumere i farmaci qualche ora dopo il succo. Altri alimenti sono il pomelo e l’arancia di siviglia, così come il vino rosso, succo di lampone , succo di gelso nero e bianco e il succo di melograno. Altrettanto importante invece è l’iperico (che è presente in tutti i preparati per la depressione e per migliorare l’umore) è un potente attivatore, e pertanto ‘brucia’ il farmaco più velocemente, riducendone l’effetto e questo vale soprattutto per alcuni antibiotici, per i contraccettivi orali (con conseguente rischio di MANCATA contraccezione!) , ansiolitici, antiaritmici, antiistaminici, antimicotici, antiipertensivi, corticosteroidi, inibitori di pompa protonica, neurologici, ormonali, statine, immunodepressori e farmaci per l’impotenza. Grandi consumi di caffeina (caffè, the. Cioccolata) , brassicacee (cavoli, cavolfiori, broccoli e cavoletti di bruxelles) e carne alla griglia possono aumentare l’attività di un particolare citocromo, attivarlo, e interagire con alcuni farmaci psicolettici antidepressivi e ridurre la loro efficacia. Il consumo di alcolici interagisce con il citocromo, diventando molto pericoloso sia per la tossicità del fegato (epatiti) che perl’ interazione con farmaci, dagli antiinfiammatori (ibuprofene, paracetamolo etc) , antiaggreganti e anticoagulanti (warfarin) , antidepressivi, benzodiazepine, oppioidi, stimolanti,antiipertensivi e antiacidi, aumentando gli effetti collaterali di questi farmaci.
Se si assumono farmaci antagonisti della vitamina K (anticoagulant in particolare) bisogna fare attenzione al consumo di alimenti ricchi di questa vitamina, come le crucifere (broccoli, cavoli, cavolini, spinaci verdure a foglia verde), le rape, e alcune erbe aromatiche particolarmente ricche di vit. K(basilico, pesto alla genovese , prezzemolo) oltre che mirtilli, zenzero, glucosammina, gingseng e ginko ; non è necessario eliminarli, ma bisogna fare attenzione alle quantità, pertanto non mangiarne ‘tante’ in poco tempo per non remare contro l’attività dell’anticoagulante.
L’aglio ad esempio, se consumato in quantità, può interagire con il processo di cicatrizzazione a livello delle piastrine e potenziare l’effetto di farmaci anti-aggreganti, e favorire sanguinamenti. Le noci e la soia essendo particolarmente ricchi di fibre in percentuale sul loro peso possono interagire con l’assorbimento di alcuni alimenti a livello intestinale, pertanto è da evitare la loro assunzione in concomitanza con farmaci, come la levotiroxina.
Un’altra importantissima interazione sono i cibi ricchi di tiramina con gli antidepressivi (IMAO) ; formaggi stagionati, vino rosso, carni stagionate (insaccati e salumi) , fave, avocado, alici sotto sale e fegato; il rischio è una grave sindrome con rialzi pressori pericolosi per la salute.
E’ utile, se si hanno dubbi, controllare sui ‘bugiardini’ dei farmaci assunti, poiché la ricerca sulle interazioni tra farmaci e alimenti è molto attiva e pertanto ci sono quasi sempre informazioni sulle interazioni potenziali con gli alimenti.
Bibliografia
http://www.aifa.gov.it/content/interazioni-farmaci-alimenti-favorire-l%E2%80%99azione-terapeutica-edevitare-combinazioni-potenziali

http://www.farmacovigilanza.org/corsi/110228-05.asp

Rubrica Meloleggo Marzo 2018 , dott.ssa Folloni Stefania – Medico Chirurgo

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